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Duilio Cambellotti, "La redenzione dell'Agro Pontino", 1934

Olim Palus

Everything started in 1926 when Benito Mussolini array a great drainage of  a piece of land in the center of Italy. Pioneers from north of Italy were called  to work in these challenge against nature and malaria, with the promise of an house and ten hectares of land to farm. Latina was born six years later, by the project of  the architect Oriolo Frezzotti, one of the major representative of  Rationalist and it  quickly gained attention from all over the world. The city today has 120.000 inhabitants and it is surrounded from one side by the mountains and from the other side by the sea. The photographs are an observatory that wants to describe the short layered life of a young italian city. A vertical shifting vision, where the city opens out itself taking the shape of a contemporary archeology. This urban build up area that became city in few years, describes us what happened to this hard territory “The Palude Pontina”. An history after all unique and fast, in countertrend with the thousand years old italian history, but still storing in its shapes the sequence of events : pain, death, glory, identity, destruction.

L’inizio è del 1926 con la grande bonifica voluta da Benito Mussolini per rendere coltivabile la palude pontina. Arrivarono i pionieri chiamati dal Veneto e dal Friuli attratti dalla promessa di una casa e dieci ettari di terra da coltivare. Poi nacque la città di Latina su progetto di Oriolo Frezzotti, architetto razionalista che realizzò opere mai viste prima e si guadagnò l’attenzione di tutto il mondo.
 La città oggi ha 120.000 abitanti, circondata da una parte dai Monti Lepini e dall’altra dai laghi costieri e dal mare. Le immagini del progetto raccontano la storia seppur breve ma stratificata di una giovane città italiana. Una visione a scorrimento verticale dove la città si apre nei suoi spazi e prende le sembianze di una archeologia contemporanea. Un agglomerato urbano divenuto città in pochi anni, racconta cosa è successo ad un territorio storicamente ostico, la palude pontina. Una storia tutto sommato unica e veloce che, in controtendenza con i tempi millenari della storia italiana, conserva tuttora nelle sue forme la successione degli eventi: sofferenza, morte, gloria, appartenenza, distruzione.